Notizie dalla periferia #7: ispettori, direttori e…
Pubblicato da admin su 6 Novembre 2009
Riprendo la serie di “Notizie dalla periferia” perchè, finalmente, qualcosa sembra muoversi negli sperduti territori degli Ispettorati del Dipartimento per le Comunicazioni.
Cominciamo dalla curiosa questione delle ispezioni sulle società cooperative. Il D.M. di riorganizzazione del Ministero ha affidato agli Ispettorati Territoriali questa nuova competenza, che però è nuova solo per noi ex-Ministero comunicazioni.
Infatti si tratta di un compito che fa capo al Ministero dello sviluppo economico fin dal 2001. Solo che, mancando allora le strutture periferiche, è stata fatta una convenzione con il Ministero del lavoro per utilizzare il personale delle Direzioni provinciali e regionali di quel dicastero.
All’alba della riorganizzazione del 2008, il MSE scopre di avere dei bellissimi ispettorati territoriali, e allora perchè non affidare a questi ultimi anche questa competenza? Detto fatto, arriva la circolare “come diventare ispettori di società cooperative in tre settimane”, con tanto di patentino. Basta il diploma e saremo lanciati verso un futuro radioso di non ben precisate prestazioni “oggetto di specifica retribuzione” e “fuori dall’orario di lavoro”….
Un collega mi ha fatto notare che con lo stesso criterio potremmo, tramite apposito corsettino, trasformare gli amministrativi in tecnici e viceversa, a seconda delle necessità contingenti. Io aggiungerei che, se si parla di corsi, non sarebbe male organizzare quelli che ci servirebbero per orientarci un po’ meglio nel labirinto delle attuali “comunicazioni elettroniche”. Ma questa è storia vecchia.
Nel frattempo risulta che chi già faceva (e sta continuando a fare, che io sappia) quel lavoro stia tentando di “trapiantarsi” negli Ispettorati, proponendosi anche come “tutor” degli aspiranti ispettori.
Tutta questa storia è nota agli addetti ai lavori da tempo, ma trovo singolare che non se ne trovi traccia in nessuno dei comunicati sindacali che parlano della circolare ministeriale.
Da una parte si dice che si dovranno proporre cose tipo “liquidazione coatta”, “commissariamento” e altre amenità nei confronti delle società controllate (non so agli altri, ma a me queste parole qualche preoccupazione me la provocano), dall’altra che ci sarà una retribuzione da 200 a 600 euro “a seconda dellla complessità della pratica”. Ma quale pratica? Di cosa stiamo parlando? E se si va a scavare un po’ in rete si scopre che ci sono grossi problemi di blocco delle attività ispettive e contenziosi in essere perchè gli attuali ispettori non percepiscono i compensi… (per chi volesse farsi una cultura, consiglio questo sito)
Alla fine della fiera però abbiamo solo quindici giorni per rispondere. Il tempo per fornire qualche informazione in più comunque c’è. Vedremo se qualcuno colmerà il vuoto, altrimenti viene il sospetto che si tratti di uno specchietto per le allodole fatto brillare per mascherare quello che sembra più che altro un salto nel buio. E poi non si era detto che gli Ispettorati fanno già fatica ad assicurare i compiti istituzionali con l’attuale organico? Mentre qui si rischia di perdere una decina di persone a sede per svolgere un’attività che non ha niente a che vedere con ciò che abbiamo fatto finora.
Passando a notizie più rassicuranti, Liguria, Sardegna e Veneto avranno a brevissimo nuovi direttori ad interim. Per la Liguria abbiamo già il nome: si tratta del dott. Mauro Toni, proveniente dalla divisione V della Direzione generale pianificazione e gestione dello spettro radioelettrico. La soluzione dell’ interim non è delle migliori, ma almeno ora abbiamo una figura dirigenziale a cui fare riferimento (anche se a mio parere finora non ce la siamo cavata malissimo anche senza) .
Infine, udite udite, tutti gli Ispettorati saranno collegati in videoconferenza entro fine anno. E qui permettetemi di essere un po’ scettico. A Genova la videconferenza ci sta da sei-sette anni, e finora l’ho usata solo io per parlare con qualche volonteroso della Fondazione Bordoni che periodicamente controlla se siamo ancora vivi.
Siccome non voglio essere accusato di essere un disfattista-sfascista-catastrofista e altri -ista a vostro piacimento, concluderò affermando che in ogni caso l’attenzione verso le periferie è positiva, e penso sia il caso di non negare a priori una possibilità a chi dice di voler cambiare le cose. Quindi, auguri a tutti e buon lavoro.
