Comunicazioni Liguria

Informazioni e idee sul lavoro pubblico

Ci siamo! (anche noi…)

Pubblicato da admin su 18 Ottobre 2009

L’epopea dello switch-off italiano continua. Il momento è cruciale. Riusciranno i nostri eroi a traghettare indenni i poveri teleutenti al nuovo glorioso standard digitale,  “gratuito e  facile da ricevere” ?

Scherzi a parte, le vicende piemontesi, ben evidenziate in questo articolo di Newsline,  sono sintomatiche di una gestione ministeriale della questione che ha radici antiche.

La logica vorrebbe che un’istituzione pubblica,  nell’amministrazione di un evento tecnicamente e socialmente complesso come quello dello switch-off, dovrebbe essere ben contenta di avere a disposizione organi territoriali che, oltre ad avere un minimo di competenze nel settore, posseggono sicuramente una conoscenza del territorio che i vertici romani, con tutta la buona volontà, non possono avere.

Non è così per il nostro Dipartimento per le comunicazioni. Tutto il processo amministrativo e di pianificazione dello switch-off è saldamente in mano centrale. Nei “tavoli” che vengono aperti per discutere la questione, gli Ispettorati vengono bellamente ignorati, così come quando si decide a chi distribuire i fondi stanziati per agevolare la transizione. I call center vengono affidati alle Poste, il supporto tecnico alla Fondazione Bordoni, la gestione degli eventi regionali a task force ministeriali che vengono spedite in giro per l’Italia (con buona pace di quelli che vanno in missione nella propria regione e non prendono neanche i soldi del pasto).

Le strutture tecniche degli Ispettorati vengono utilizzate come meri “strumenti” per controllare lo spegnimento dell’analogico, salvo poi accorgersi che qualcosa non ha funzionato, come nel citato  caso delle “valli laterali” piemontesi.

Chi lavora da sempre negli Ispettorati sa che questo tipo di approccio non è nuovo ma viene da lontano. Altri “eventi” sono stati gestiti allo stesso modo, dal controllo della copertura degli operatori telefonici alle recenti verifiche sul catasto degli impianti radio-TV. Nessun coinvolgimento nella fase istruttoria e di preparazione, “blitz” improvvisi di task force di varia natura, verifiche effettuate all’insaputa di chi dovrebbe avere la competenza di controllare il territorio, perentorie direttive su argomenti di cui non si era mai parlato prima, e così via. Anche l’obiettivo prossimo venturo di verifica della copertura del Wi-Max sembra riservare un ruolo ben poco interessante agli Ispettorati, relegati a compilatori di tabelline preparate a Roma.

E’ possibile cercare di capire cosa sta alla base di un simile atteggiamento? Una prima analisi, effettuata sulla base di una certa esperienza delle vicende ministeriali, mi spinge a individuare alcune possibili motivazioni, legate probabilmente fra di loro:

  • una concezione di “sudditanza” degli Ispettorati Territoriali, considerati un po’ come il “braccio” di una mente che comunque deve stare al centro;
  • la paura di perdere il controllo di una situazione complessa, se si delega troppo potere gestionale in periferia;
  • la scarsa fiducia nella capacità degli Ispettorati di gestire materie cruciali, dove sono necessari tempi ristretti ed entrano in gioco interessi potenti e contrapposti.

Non sta certo a me indicare soluzioni, del resto era stato anche assegnato un incarico per questo (a proposito, qualcuno ha avuto notizie del Dott. Leone?). Suggerirei comunque ai nostri organi centrali di provare, prima dei prossimi switch-off, a coinvolgere un po’ di più le loro periferie. E mi piacerebbe anche che gli Ispettorati provassero a sviluppare qualche rapporto con gli enti locali, le emittenti e gli installatori,  per vedere se è possibile  fornire un supporto all’utenza un pochino più efficace di quello visto finora.

Mi sembra infatti che, alla fine della fiera, il soggetto più penalizzato rimanga il cittadino, che invece della promessa profusione di canali e programmi  si ritrova da un momento all’altro con meno TV di prima e alle prese con aggeggi tecnologici che spesso sono visti come astruserie venute da un altro pianeta. Cercare di dare una mano credo debba rientrare nei nostri doveri di servizio pubblico. O no?

2 Risposte a “Ci siamo! (anche noi…)”

  1. telefonista2 detto

    E’ un pò che non lascio commenti, anche se controllo quotidianamente gli “stimoli” che vengono dati in questa pagine.
    Complimenti per l’effetto “Chi l’ha visto” di RAI 3, ha funzionato! Si sono ricordati dell’incarico dato al dott. Leone, il quale convocherà una riunione con i direttori degli Ispettorati. Quando avrà considerato che esistono 16 parrocchie diverse, i soldi non ci sono, le persone non sono aggiornate nella formazione, sono vecchie!!!!, eccetera eccetera secondo voi cosa farà?
    A proposito dei nuovi incarichi per il controllo delle società, il lavoro và fatto dopo l’orario di servizio? Pagato come? Da chi? Divento un libero professionista???
    Altro punto: le posizioni organizzative. Ottimo spunto, in altri ministeri però! Ho letto bene le situazioni di alcuni Ispettorati che conosco, ma i numeri non mi sembrano a posto. Qualcuno ha detto che la matematica non è un’opinione, ma aspetto i documenti che i vari direttori dovranno redigere per confermare le posizioni assegnate. Alcune premieranno sicuramente qualcuno, altre mi sembrano date ancora con il vecchio sistema di volemmose bene e dividiamoci la torta. Il prossimo anno dovranno essere riassegnate, speriamo bene, anche perchè i soldini per pagarle mi sà che vengono sempre dallo stesso salvadanaio (FUA?) che diventerà sempre più magro.
    Io resto sempre in attesa della Goodnews, ogni puntata di report c’è, speriamo..

  2. admin detto

    Grazie per il commento, anche perchè ormai ero convinto di parlare da solo…
    Non credo che il blog produca questi effetti così “stimolanti”, comunque è già qualcosa che si ricominci a parlare di Ispettorati. La circolare sui controlli alle cooperative l’ho appena vista: come al solito non c’è niente di chiaro, ma in compenso bisogna rispondere entro 15 giorni. Urgono informazioni in merito, del resto qualcuno questo lavoro l’avrà già fatto in passato, o no?
    Sulle posizioni organizzative forse è meglio sorvolare, per il momento mi sembra un accrocco messo insieme in fretta e furia probabilmente per favorire qualcuno. Per non essere frainteso dico subito che non mi riferisco al mio Ispettorato nè a chiunque altro, è solo un’ipotesi suffragata dall’esperienza. Tanto più che le assegnazioni date ora, dalla sera alla mattina, probabilmente peseranno anche per gli anni a venire.
    Il FUA ormai è ridotto a puro strumento di distribuzione di soldi “a pioggia” (alla faccia di Brunetta e co.) mascherati da premi di merito. Hanno ragione quelli che dicono che tanto varrebbe aumentare lo stipendio a tutti. Però poi come si farebbe a parlare in pubblico di “premialità”, meritocrazia, valutazione, e bla, bla, bla…

I commenti sono chiusi.