Il buio oltre lo switch-off
Pubblicato da admin su 11 Ottobre 2009
Mentre noi (intesi come dell’ex Ministero delle Comunicazioni) ci si trastulla con le “posizioni organizzative”, gli “scarrucolamenti delle graduatorie” e altre amenità buro-sindacali, qualcun’altro in periferia pensa a come organizzarsi per lavorare.
Mi riferisco agli arcinoti Co.Re.Com., che in questi giorni vivono un certo fermento. Tre regioni, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia e Puglia, hanno ricevuto le deleghe dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, e dal primo ottobre cureranno la tenuta del R.O.C. regionale, avranno potere decisionale nelle controversie tra utenti e operatori di telecomunicazioni (ricordate? Chi svolgeva – o avrebbe dovuto svolgere – questo lavoro prima?), e faranno il monitoraggio delle trasmissioni dell’emittenza locale (anche qui, c’è qualcuno che ricorda qualcosa?…) . Notizie in merito le trovate in questo articolo di Newsline.
Seguiranno altre regioni. La Liguria non è esattamente in pole-position per quanto riguarda le deleghe al Co.Re.Com., tuttavia qualcosa si sta muovendo. Lo ha testimoniato anche un convegno (a cui ho presenziato), che si è svolto il 9 ottobre scorso, sui cinque anni di attività del Co.Re.Com. Liguria in materia di conciliazione delle controversie tra utenti e operatori. Un minimo resoconto si trova qui.
L’impressione, al di là delle ovvie difficoltà politiche e di bilancio che in alcune regioni hanno finora frenato lo sviluppo di queste attività, è che l’AGCOM punti molto sul ruolo dei suoi organismi periferici. L’Autorità emana direttive, produce documentazione e formazione, delega le attività e ne controlla i risultati. E i motivi paiono ovvii: conoscenza del territorio, vicinanza ai cittadini e alle imprese, sussidiarietà, ecc.
Non è tutto rose e fiori, ovviamente. Questi organismi sono fortemente condizionati dalla politica regionale, spesso manca una struttura tecnica e gli organici sono fortemente sottodimensionati in rapporto ai compiti che svolgono e che si prevede dovranno svolgere in futuro.
Ma è proprio la proiezione futura che stride nel confronto con la situazione in cui vegetano gli Ispettorati delle comunicazioni. Una situazione in cui perdura la totale mancanza di prospettive sul ruolo che ci spetterà una volta terminata l’abbuffata collettiva del passaggio alla TV digitale terrestre. Una specie di salto nel buio. Non so se interessa ancora a qualcuno. Nel frattempo, scarrucoliamo.
