Abbasso gli Ispettorati, viva i Co.re.com?
Pubblicato da admin su 21 Marzo 2009
Newsline non ha dubbi: il futuro è dei Co.re.com. E in effetti le conclusioni del convegno organizzato dall’Autorità per le comunicazioni il 19 marzo non sembrano lasciare incertezze: grandi proclami sul “governo locale delle comunicazioni”, la” vicinanza ai cittadini”, le “nuove” funzioni dei Comitati.
Nell’unico intervento che sono finora riuscito a reperire in rete (AMI – Agenzia Multimediale Italiana), il sottosegretario Romani sembra freddino sulla questione, ricordando che i Co.re.com avranno un ruolo nel “passaggio al digitale” (l’ossessione del momento), ma che questo è anche affare degli uffici periferici del Ministero.
E’ sicuramente gradita la citazione, sarebbe ancora più gradita una spintarella ai finanziamenti, tipo quella di Calabrò (presidente AgCom) che ha quasi raddoppiato i fondi per i Co.re.com, aggiungendo altri tre milioni di euro.
Non tutti sono unanimi nel riconoscere ai Comitati Regionali la capacità di svolgere al meglio le funzioni affidategli. Come per gli Ispettorati, non tutte le regioni sono uguali, e l’indipendenza dalla politica è come sempre più un proposito ideale che una qualità reale.
Quello che finora è mancato ai Co.re.com è una struttura tecnica, che ora in qualche modo dovranno trovare per svolgere il monitoraggio dell’emittenza locale e la tenuta del Registro degli operatori della comunicazione. Mettendo da parte la assai probabile ipotesi che si ricorra ai soliti appalti ai privati, forse qui gli Ispettorati potrebbero rientrare dalla finestra. Nel rapporto annuale dell’Autorità per il 2008 (cap. 3.4) si citano espressamente casi in cui i Comitati hanno stretto accordi con gli uffici periferici del Ministero per i compiti di monitoraggio. Si dice anche però che sarà necessario trovare un “modello di riferimento” per tutte le regioni. Staremo a vedere…

carmine detto
a me non piacciono nessuno dei due, la nostra è una struttura obsoleta e inutile ,l’altro è un centro di potere politico nato per finanziare le emittenti locali con graduatorie più o meno discutibili, sappiate che la più piccola emittente radiotelevisiva locale riceve dai 20 mila al milione di euro all’anno.. mentre noi, organo di controllo siamo allo sfascio meditate gente
sandro detto
forse è il caso di analizzare la questione da un punto di vista realistico e cioè :passata la TV al digitale a cosa serviranno gli IT a poco o nulla, oggi i servizi che dovremmo rendere non vengono di fatto espletati (senza soldi poi) in particolare questo è un aspetto che riguarda aree di sofferenza ataviche(lombardia,veneto,puglia,campania,sardegna) o meglio si adempie ad alcune specificità e se ne trascurano altre .
i servizi verso polizia,CC,aereonautica etc sono sempre meno e ormai potrebbero svolgerli direttamente loro, ci restano i collaudi agli aereomobili e alle navi potrebbero passare alle capitanerie etc .perchè tutto ciò? non vi è mai stata una seria politica di mantenimento dei servizi sopratutto in termini di difesa e valorizzazione della qualità degli stessi anche se tra noi c’è chi pensa il contrario, dovevamo coalizzarci come organismo tecnico e svincolarci dal grosso in particolare quando eravamo in amministrazione poste una buona idea fu l’ANTCER fallita per il disinteresse a questi temi o meglio sul fatto che bisognava impegnarsi e poi faceva paura ai sindacati
un’associazione mai e poi mai .
ed eccoci qua a leccarci le ferite
admin detto
Sandro,
condivido in gran parte la tua analisi, ora però è inutile piangere sul latte versato.
Certo le situazioni in determinate realtà sono peggiori che in altre, e allora per risollevare le sorti di questo Ministero servirebbe una precisa scelta politico-amministrativa che molto probabilmente non arriverà mai.
Sono convinto comunque (e lo dico per esperienza diretta) che anche gli organismi emergenti, tipo Co.re.com. e altri, sono in grado di apprezzare le nostre competenze specifiche (se ci sono), nonchè il supporto tecnico che possiamo dare (se ancora possiamo). Avendo un minimo di autonomia e di iniziativa, le possibilità di fare qualcosa di costruttivo ci sono ancora. Sempre che non ci facciano fuori sul nascere, si intende…
P.S. Nell’ANTCER a suo tempo avevamo creduto anche noi, ma poi la cosa si è dissolta nell’indifferenza generale. Non credo che ora ci siano condizioni migliori di allora per riproporre un’iniziativa simile.
sandro detto
Admin
non intendevo assolutamente piangere sul latte versato ritengo invece di aver individuato proprio nell’indifferenza che pervade il nostro settore, ovviamente con le dovute eccezioni,la causa principale della situazione. si poteva incidere anche sulla politica se ci si credeva,in tanti ovviamente,a supporto di quello che dico guarda quanti hanno sostenuto l’iniziativa di organizzare uno sciopero adesso non ricordi di quale collega.
forse a molti va bene la situazione e attendono non si sa mai un’incorporazione in qualche nuovo organismo e con qualche lira in più, ma bisognedrà riprendere a lavorare e dopo tanta attesa non sarà facile
admin detto
L’incorporazione la vedo difficile, visti i tempi nessuno si prenderà la responsabilità di incidere sui bilanci di qualsiasi ente pubblico. Se il problema fosse solo quello di riprendere a lavorare, penso che molti ci metterebbero la firma subito.
pino delle antenne detto
per un tecnico c’è sempre un posto in prima fila..
lo snalt ha comunicato l’importo stanziato al nostro ministero per l’assistenza ai giochi del mediterraneo Pescara 2009 anche questa volta i pochi fortunati potranno godere di 148 euro al giorno roba che, per noi poveri peones sono soldoni, sulla nostra utilità è tutto da discutere, ma per il momento pigliamoci sti soldi e …….alle prossime